Di cittadinanze e diritti

 

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Io, nata da una madre biologica italiana, sono italiana grazie al privilegio che lo Ius Sanguinis mi da. Mio padre invece è stato naturalizzato tramite matrimonio già 36 anni fa. Siamo tutti italiani e non abbiamo altre cittadinanze.

Non vedo nessuna differenza quindi tra me e una ragazzina nata anche lei in Italia, anche lei studiando come me, anche lei giocando in italiano, solo che figlia di due immigrati, magari qua da oltre 10 anni, lavoratori e pagando regolarmente affitti e tasse. Per lei è anche probabile che non valga lo Ius sanguinis cioè ereditare la cittadinanza dei suoi genitori (dipende dal paese di origine, per esempio l’Armenia non riconosce anche per i figli dei suoi cittadini la cittadinanza se non sono nati in Armenia) ma molto più importante non le vale lo Ius soli in Italia.

Io ho solo la mamma italiana, ma tutto il resto, il mio sentirmi italiana è frutto della cultura dove sono nata e ho vissuto per 20 anni. Vivendo all’estero poi il mio sentimento di italianità si è anche rafforzato.

Se mia mamma non fosse stata italiana mi sarei sentita esattamente uguale. 

Quello che sento e quello che mi corrisponde per diritto di nascita nel mio caso fortunatamente coincidono. 

Purtroppo per quella mia coetanea no.

Per esempio con mio figlio, pur essendo lui italiano per Ius sanguinis, non sto comunque facendo tutto questo sforzo per farlo sentire italiano (prometto applicarmi un po’ di più) , mentre la ragazzina in questione si merita tutta la cittadinanza italiana, più del mio bambino probabilmente. Mio figlio infatti non si sente ancora italiano (ha solo 6 anni) perché io da sola non riesco a bilanciare la enorme cultura spagnola che assorbe ogni giorno.

Lo Ius soli riguarderebbe i minorenni e i nuovi nati recentemente, quindi chiamare in causa gli immigati irregolari rinchiusi nei CIE non ha senso. Non è una lotteria, esistono dei criteri.

Ci sono milioni di cittadini italiani senza cittadinanza che ogni mattina si alzano, vanno a lavorare, a scuola e sono perfettamente integrati.

Lo Ius Soli fa riferimento a loro, a tutte quelle migliaia di bambini nati in italia, come me e come te, solo che da due genitori stranieri. Qui in Spagna infatti un bimbo nato da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza ugualmente. Non è un processo automatico come negli Stati Uniti, ma si risolve presentando la domanda in ospedale, per certificare la nascita e poi al Ministerio de Asuntos Exteriores e il procedimento ​può durare circa un anno. Per questo nella scuola di mio figlio ci sono tanti bimbi spagnoli con genitori stranieri.
Sí allo Ius soli, perché è il posto dove nasciamo e cresciamo che ci forma nel nostro sentimento di appartenenza.

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