La storia del mio tatuaggio

Ho due tatuaggi, entrambi fatti nel 2016.

Sai quelle cose che ci pensi su 8 anni almeno e poi ti lanci tutto in un colpo.

Il primo l’ho fatto sulla schiena ed è una frase anarchista (scusate, è vero, lo sono davvero), mentre sul braccio sinistro tra il polso e l’incavo del gomito, mi sono fatta il secondo.

E questo secondo è un vero tributo alle mie origini.

Sanguemisto

L’elefante è il simbolo della Costa d’Avorio e alla mia tatuatrice avevo chiesto di farmi quello che vedeva meglio tranne il classico elefante indiano, così me lo ha fatto zebrato, molto più africano no? La proboscide all’insú è segno di fortuna e il cuore stilizzato nel centro della pancia di energia. Quando ho visto il cartamodello era esattamente quello che desideravo, ma c’è anche da dire che la tatuatrice è una amica che mi conosce da anni, quindi la empatia è stata alta fin dal primo momento e primo tatuaggio.

Più avanti vi spiegherò da dove viene tutto questo mio impeto nazional-africano da arrivare a tatuarmi un Paese dove sono stata solo 40 giorni in tutta la mia vita, è un processo recente e che fino a qualche anno fa non mi sarebbe mai venuto in mente di affrontare.

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