Tra consuoceri

Avrei voluto raccontarvi com’è stato conoscere i miei oggi suoceri, ma è molto più divertente adesso raccontare come si relazionano mio padre e mio suocero.

Interno giorno. Paesino da 6000 anime, nella provincia sud di Valencia, dove non succede mai niente.

Vita da pensionati: sveglia all’alba, colazione e la cosa più probabile è andare all’orto, passare dal bar sociale, andare a controllare gli animali, mio suocero per esempio ha due cavalli in un terreno poco lontano da casa. Una volta andato in pensione, ancora carico di energie dopo 3 figli, decide che avere dei cavalli è qualcosa che può tenerlo impegnato, sappiatelo, è peggio che avere dei figli, molto più impegnativo.

Poi ci sono sempre nipoti da vedere, quella che inizia a camminare, quella che ha già dieci anni, figli e nuore sempre per casa, insomma potete immaginare che alla fine la vita del pensionato nella provincia sia pure un po’ uguale a quelle di tanti altri come lui, scandita da orari precisi, che vanno dalla siesta alla cena alle 21.30 e magari pure un po’ monotona.

Cosa succede se nella tua vita entra un consuocero nero? Che nemmeno vien dall’Africa, o almeno oramai arriva dall’Italia!

consuoceri

Che tu,  pensionato tra pensionati in un paesino dove sono davvero TUTTI PARENTI, diventi un’agenzia di intrattenimento, ma anche una star.

Mio marito dice che suo padre è quasi rinato, perché finalmente ha qualcosa di nuovo da fare.

La prima volta che mio padre venne qua infatti, siccome noi lavoravamo e non avevamo tutto questo tempo da dedicare a mio papà, che comunque è un tipo che si sveglia alle 7, si fa il caffé e va a comprarsi il giornale comunque, mio suocero encantadísimo, si era offerto di portare a spasso mio padre.

Ma non una volta: tutti i giorni, per due settimane. Addirittura aveva già preparato un tour che andava dal  portare mio padre in centro a Valencia in Plaza de Toros a mangiare uno degli almuerzos più famosi della città, al Bar Toneles.

Infatti verso le 9 mio padre mi chiama e dice: ma è normale qua alle 9 del mattino fare colazione con un panino con i calamari fritti? Sí, papà, tutto normale.

Altro giorno, altro giro: mio padre mi manda un video dalla spiaggia. Una spiaggia qualunque? No, a 30 km, dalla spiaggia di Cullera, una delle più belle della costa valenciana.

Il terzo giorno il video mi arriva da una barca, erano andati all’Albufera, una laguna costiera dove per 3€ prendi posto su una barca di legno tipica e ti fai un giro nelle zone umide.

Considerate solo che io ci ho messo anni per vedere quello che mio padre ha visto in una settimana.

Hai capito sti due nonni?

Erano giorni di festa, quindi pure a una corrida de toros sono andati, cose che i biglietti mio suocero li aveva presi due settimane prima dell’arrivo di mio padre senza dirci niente.

Un giorno decidiamo quindi di passare tutti insieme una giornata in città e finiamo ad un altro lato della Albufera, dove c’è un ristorante dove di solito si prenota con settimane di anticipo e niente: mio suocero entra, decide che mio padre non può ripartire senza aver provato uno dei piatti tipici della zona e quindi alle due del pomeriggio, orario di punta per pranzare, di un giorno festivo, siamo a tavola in 8. Tavolo trovato,  mio suocero sa essere convincente.

Mio suocero aspetta sempre mio papà con emozione, cerca di dissimulare, ma è davvero contento. Nonostante mio padre sia esattamente 20 anni più giovane di lui, sarà per questo che pure mio suocero si sente più giovane e fa cose che con sua moglie non fa da vent’anni. Si emoziona e porta in giro mio padre tutto contento, lo presenta a tutto il paese (c’è qualcuno che ancora non conosca mio padre? Difficile) programma escursioni, gite, pranzi perché vuole convidere con lui i momenti in cui poi noi non possiamo stare.

Diciamo che mio padre ha quel vizio di venire quando noi lavoriamo di più, in più noi siamo autonomi (eh, l’agricoltura, non esistono quasi né sabati né domeniche né Natali) e dobbiamo anche seguire il ritmo delle coltivazioni che lascia poco margine soprattutto in estate. Però viene per rilassarsi, stare con il nipote, imparare qualcosa di più sul nostro lavoro e staccare dal suo.

Ma non importa, mio suocero è là, dissimulando che lo fa per noi, affinché mio papà non si annoi ma invece.

E come si comunicano quei due?

Ognuno nella propria lingua nativa, così, per fare….prima? meglio?

Non lo sappiamo, ma è un successo.

Non posso dire che si sentano quando mio padre non è qua, però si che almeno una volta a settimana devo trasmettere saluti e ossequi da un lato all’altro dei Pirenei.

 

 

 

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