Perché sono attivista: 7 azioni per esserlo anche tu.

Spoiler: leggi a tuo rischio e pericolo. La decostruzione dei privilegi passa anche nel prendere metaforicamente randellate sui denti anche se ti consideri antirazzista. 

Essere parte di una minoranza rende sensibili un po’ a tutte le discriminazioni anche se non riguardano per esempio il colore della pelle in sé.
Perché in fondo basta cambiare nera per lesbica, per esempio ed ecco che l’empatia porta più di altre persone a rendere quasi ovvia l’alleanza.

Non posso dire che sia qualcosa di universale anzi, e non posso certo negare che chi abbia già fatto decostruzione dei propri privilegi non possa essere altrettanto empatico e sensibile con le diverse cause anche se non lo coinvolgono da vicino.

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Da quando la mia coscienza si è svegliata e sono diventata una attivista sono onestamente una tritamaroni, lo so e non ne posso fare a meno.

Ovviamente dipendendo dal contesto posso essere più diplomatica, più aggressiva, più ironica e maledettamente fastidiosa, ma si sa, ad ogni reazione corrisponde una reazione quindi dipendendo da chi ho davanti tiro fuori un discorso oppure un altro.

Una cosa comunque è sicura: quando si parla di diritti umani e civili, mi dispiace per voi, politicamente corretti, la neutralità non esiste.

La neutralità, quella zona grigia fatta di buone maniere, di “possono fare quello che vogliono”, “siamo tutti uguali ed esseri umani” è purtroppo l’alibi perfetto, le parole perfette, la miglior maniera per essere dalla parte dell’oppressore ed uscirne comunque puliti.

La non-posizione o quelle frasi alla Miss Italia “Nel futuro vorrei  la pace nel mondo” ma senza una chiara attività per abbattere i pregiudizi, il razzismo, le discriminazioni, sono un modo come un altro per togliere forza al collettivo oppresso (qualunque esso sia) e per passivamente rafforzare invece i privilegi di chi già ha una posizione di dominanza.

Mi spiego ancora meglio: grazie, grazie davvero che tu mi dica che sono uguale a te, davvero apprezzo le tue parole, ma questo non migliora comunque la mia vita. Anche se mi dici che per te siamo tutti uguali, car* amic*, il mio quotidiano è un continuo vivere episodi di microrazzismo che tu, se non hai ancora fatto realmente decostruzione del tuo privilegio (bianco o etero o da persona senza discapacità) non puoi evitare che io viva solo perché mi dici che siamo tutti umani, tutti uguali, tutti fratelli e che nelle nostre vene scorre lo stesso sangue.

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Le tue parole, se non sono accompagnate da un sano attivismo, reale e concreto, a partire dalla decostruzione dei tuoi privilegi, mi dispiace dirlo ma NON SERVONO.

O almeno, non serve che tu lo dica a me, io già lo so, lo devi dire a chi invece pensa il contrario. 

Noi, e per noi intendo un po’ tutti gli oppressi, abbiamo bisogno di persone che accompagnino le parole con i fatti. Fatti reali.

Ti faccio un elenco di 7 azioni reali di come tu possa, almeno per il collettivo afro, essere davvero un* compagn* di viaggio ideale.

Se assisti ad un episodio di razzismo, esponiti in prima persona: per strada, sui mezzi pubblici, sul web anche denunciando veramente. Non rimanere a guardare o provare a tirare su il morale togliendo importanza alla questione e dirci che vabbé nonostante tutto siamo tutti uguali, con lo stesso sangue che scorre nelle vene.

Usa il tuo privilegio bianco in modo positivo: hai presente tutte le conferenze e riunioni  sul razzismo a cui vai spesso perché ti piace e ci credi davvero? Se, come succede nel 99% dei casi, non c’è un oratore nero, dillo e fallo sapere agli organizzatori che è una incongruenza.

Conta fino a dieci prima di cadere nel whitesplaining: sappiamo che è una reazione spesso involontaria, ma davvero pensaci su. Io lo subisco anche dalle persone più vicine a me, un po’ perché provano a consolarmi e togliere importanza alla questione per farmi stare meglio, ma ti assicuro che no, non è consolatorio.  Per rimediare, torna al punto uno.

Visibilizza: se sei un* espert* in comunicazione, visibilizza la comunità  nera, perché spesso ciò che fa più male non sono i tanti analfabeti funzionali o i vari Salvini che popolano il web, ma appunto le persone che si sentono davvero con la coscienza pulita ma per pura ignoranza manifestano un atteggiamento continuo di microrazzismi senza nemmeno saperlo.

Manifesta rumorosamente e con allegria: una cosa che succede qua a Valencia a cui partecipo spesso e volentieri è andare di fronte all’Ambasciata turca o belga o francese e in compagnia di una trentina di compagn* e armati di cucchiaio di legno e padelle, si fa una cacerolada,  sì le suoniamo come tamburelli e mentre qualcuno è armato anche di fischietti, se arma el jaleo, si fa rumore e siccome sono anche nel quartiere alla moda di Valencia, si manifesta anche davanti ai numerosi turisti che si fermano, chiedono e magari si uniscono. Tanto il tutto dura mezz’ora. 

Per anni ogni martedì alle 18 almeno 3 batucade di Valencia facevano lo stesso davanti al CIE di Zapadores. È stato chiuso e quindi la missione è stata compiuta. Infatti in questione di settimane ogni giorno veniva sempre più gente e dopo due anni di costante boicot musicale, anche qualche politico ha iniziato a venire in incognito. Associazioni diverse per l’antifascismo, antirazzismo si univano. Si sono generati così spazi di dibattito che hanno portato a reali reazioni politiche tra cui la chiusura del CIE e la gestione dei migranti da parte diretta del Comune. 

Due giorni fa in un volo Madrid- Senegal, si stava realizzando una deportazione illegale in aereo, dei passeggeri si sono ammutinati appena lo hanno scoperto e il volo è stato cancellato.  Erano anche cittadini normali (non attivisti dichiarati) ma talmente disgustati dalla situazione che sono diventati attivisti per un giorno. Non sono nemmeno stati denunciati. 

Non minimizzare la questione del razzismo contro i neri, tirando  in ballo tutti gli altri razzismi possibili immaginabili. Lo sappiamo che non siamo soli, ma siamo il gradino più basso. Libera noi e liberi tutti.

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Ogni azione seppur piccola che sia, promuove la decostruzione del privilegio bianco e sono azioni alla portata di tutti e tutte, azioni reali concrete e che daranno un po’ più di spessore alle bellissime parole

 

Siamo tutti uguali, siamo tutti umani, abbiamo nelle vene lo stesso sangue. 

 

Dimostralo.

 

 

 

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