Quando nasce una coppia….mista!

Diretta o indirettamente ho visto il film già due volte, la prima quando mio papà entrò nella famiglia di mia mamma, mia madre in quella di mio padre, e oggi io in quella di mio marito e viceversa. 

Se in questo post vi avevo deliziato con la relazione tra mio padre e il suo consuocero, oggi sí, parlo della mia di relazione familiare.

Da quando ho la consapevolezza di essere mista, ho anche quella per cui chiunque entri nella mia vita si ritrovi ad entrare in una famiglia multirazziale. Ho sempre saputo quindi che, fossi rimasta in Italia o fossi andata chissà dove, fossi etero o lesbica o bisessuale, mono o poliamorosa, la mia sarebbe stata una famiglia mista.

E non scherzo quando dico che, se la cosa si fa seria, bisogna tenerlo in conto. Perché intorno ai 24 anni sono passata pure io da quella fase in cui sarei andata anche bene come un amore d’estate del ragazzo in questione, ma come fidanzata proprio no. Non tutti sono preparati ad avere un consuocero nero.

E anche se esiste la possibilità di tagliare i ponti con la famiglia di origine per le divergenze su colore della pelle o religione, i due grandi tabù che affrontano le famiglie miste, questa possibilità è dolorosa, orribile, non la auguro a nessuno. 

Fortunatamente quell’amore finì presto, anzi è finito per molto meno e pensandoci oggi non avrei comunque voluto mettere lui nella condizione di rompere con i suoi per colpa mia. Non ne valeva la pena!

Ma arriviamo ad oggi.

Io vivo la vita esattamente come fanno tutti, non vivo me stessa come un problema finché come dicevo, non me lo fanno vivere come tale. 

Tra chi si approfitta di te per essere esotica facendosi chissà che film sulle qualità sessuali delle mulatte- è purtroppo una sensazione che ho sentito troppo spesso-e chi ti sta lontano, esiste chi invece si innamora e basta.

Sarà che i miei suoceri conoscono bene al figlio, sarà che semplicemente mi è andata bene così, ho trovato anche in mia suocera una difesa reale contro ogni pettegolezzo.

Perché sono fesserie direte voi, potremmo guardare oltre come Dante ci ricorda, ma fa male. 

E quando nasce una coppia mista, che ci piaccia o no, si entra in questo gioco sporco. Specie chi non c’entra niente come fratelli e genitori della metà no mista o bianca della coppia.

Noi, quelli che si mettono insieme, abbiamo il dovere morale di accompagnare  i nostri genitori e suoceri in quella vita che loro non hanno scelto. Abbiamo scelto per loro.

A sessant’anni si ritrovanno a vedere scene di razzismo quando pensavano che il razzismo  non esistesse più, così come a decostruire il proprio razzismo inconscio, riconoscere il white privilege che rappresentano, eliminare dal vocabolario frasi popolari razziste, insegnare ai piccoli di casa che la differenza è anche un valore che arricchisce e che se le bimbe possono permettersi di dire «cugino marrone» perché privo di malizia ecco che dovranno riconoscere invece la malizia dei grandi. 

Possono essere le persone più aperte del mondo, ma ciò non significa che non possano manifestare atteggiamenti imbarazzanti e noi non dobbiamo aver paura di dirlo.

Esiste anche la possibilità che perdano amicizie, sì, mia suocera ha perso per colpa  mia amicizie, anche se dice che non le dispiace, a me sì. 

Quando nasce una coppia mista quindi si smuovono relazioni e certezze anche tra gli amici più fidati e nelle famiglie più unite. 

E noi come coppia mista dobbiamo stare vigili e attenti e non pretendere che tutto fili sempre liscio come l’olio, accompagnando anche loro alla scoperta di nuove culture. 

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