Non ho paura.

Difficile scrivere senza cadere nella retorica, quando all’improvviso ti ritrovi in una città militarizzata. Così è messa Valencia da una settimana.

Sabato pomeriggio, siamo partiti per passare tre giorni in mezzo ai boschi, sicuri di non avere né connessione Internet né troppe chiacchiere da scambiare con qualcuno perché pur non vedendo la tv, pur non avendo vicini, siamo entrati comunque in una spirale di sovrainformazione sull’attentato di Barcelona. Anche solo andare a fare la spesa o accendere la radio, era tutto troppo analizzato, sviscerato e quello di cui avevamo bisogno noi era il silenzio.

Però eccomi anche io a dover fare i conti con questa guerra che, solo perché in casa mia, non mi fa dimenticare di tutte le altre guerre in giro per il mondo. 

Mi chiedono se adesso avrò paura.

Ed è necessario per me spiegare perché no.

Vivo in un Paese che per decenni ha avuto a che fare con il terrorismo interno di ETA. Non so se lo sapete, ma l’ultimo attentato risale solo al 2010. Vero è che ETA ha sempre avuto come obiettivo i Reali e i militari, in particolare la Guardia Civil che è un corpo creato durante il Franchismo e che tutt’ora esiste con la stessa ideologia, ma anche ETA ha sulla coscienza dei morti civili.

Sono donna, vivo in un mondo dove una donna viene uccisa dal compagno ogni 3 giorni, anche io ho avuto il mio stalker che mi ha reso la vita impossibile fino a spingermi ad andare dalla Polizia. Storia che è finita senza una denuncia perché senza violenza il pedinamento in sé non costituisce reato. 

Quindi no, non ho paura o dovrei avere paura di tutto.

Quindi non ho paura e sono contenta di essere proprio in Spagna. Un Paese uscito dalla Dittatura solo nel 1975, quando il resto d’Europa era già avanti anni luce con la tecnologia e la società, qua appena appena cominciavano a parlare di nuovo nelle lingue locali e cominciavano a respirare un po’di libertà. 

Un Paese che ha nel suo sangue e nel profondo della sua cultura quella araba e musulmana. 

Che nonostante due attacchi terroristici, quello del 2004, al giorno d’oggi ancora il più grave in Europa, e quello di Barcelona, continua a saper distinguere un credo, intimo, non tanto diverso dal cristianesimo nel bene e nel male, dal terrorismo.

Ieri era il terrorismo interno di ETA, quello machista lo abbiamo sempre qua tra noi, più invisibile che mai ma che uccide più di quello islamico. E oggi il nemico è l’Islam. Domani vedremo.

Troppo impegnati quindi a leggere superficialmente informazioni e notizie, chiudiamo gli occhi di fronte a realtà di cui non vogliamo sapere molto fino in fondo. Per non sputarci in faccia guardandoci allo specchio, ci dobbiamo convincere che  noi siamo meglio di loro.

Ma solo un idiota può permettere che siano gli altri a dirgli chi siano i suoi nemici.

Che potrei provocare qualche reazione quando dico che eliminando gli uomini dalla terra potremmo risolvere tutti i tipi di terrorismo, provocazione a risposta a chi pensando di chiudere le frontiere pensa di risolvere un problema intrinsecamente legato alla posizione di supremazia che l’Occidente ha creato. 
Ma io non ho paura. 

Un commento

  1. Nemmeno io ho paura. Vero però che noi essere umani dal passato non impariamo mai nulla. La storia è ciclica e si ripete. Con armi diverse forse ma il fine e il risultato sono sempre gli stessi. Non si impara mai.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...